Nazareth: la città dove visse Gesù. Ma è esistita veramente?

Nazareth: la città dove visse Gesù. Ma è esistita veramente?
Sull’esistenza o meno della città dove crebbe Gesù, nel corso della storia si è fatta moltissima confusione. Anche dopo la pubblicazione degli scavi condotti sotto la città moderna, durante i quali furono rinvenuti alcuni luoghi neotestamentari, la confusione è continuata. Cerchiamo di mettere un po’ di ordine. Per leggere correttamente questa pagina è necessario installare il
Ma udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione di Galilea, e venne ad abitare in una città chiamata Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti «Nazoreo sarà chiamato» (Mt 2, 22-23)

Queste precise parole non si ritrovano in nessuno scritto profetico della Bibbia ebraica: l’ambiguità Nazaret/Nazoreo ha dato adito a tutta una questione filologica della quale incertezza hanno approfittato alcuni studiosi, decisi a ritrovare il cristianesimo prima di Gesù, per supporre una setta di Nazorei di derivazione e tendenza varie.

Dei due appellativi Nazoreo e Nazareno:

  • Marco impiega esclusivamente il secondo (4 volte)
  • Matteo impiega esclusivamente il primo (2 volte e 1 volta nella variante Galileo)
  • Giovanni impiega esclusivamente il primo (2 volte e 1 volta nella variante Nazareno)
  • Atti impiegano esclusivamente il primo (6 volte)
  • Luca impiega sia il primo (1 sola volta in forma di variante), sia il secondo (due volte)
  • Ma Matteo (21,11), Giovanni (1,45) e Atti (10,38), chiamano Gesù “quello da Nazareth”

In pratica dunque basarsi sull’etimologia della parola è quanto mai tendenzioso ed errato: i Vangeli sotto questo punto di vista si smentiscono a vicenda. Leggiamo i passi:

Mc 1, 24:

Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!

Mc 10, 47:

“Poi giunsero a Gerico. E come Gesù usciva da Gerico con i suoi discepoli e con una gran folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù figlio di Davide, abbi pietà di me!»

Mc 14, 67:

“Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle serve del sommo sacerdote; e, veduto Pietro che si scaldava, lo guardò bene in viso e disse: «Anche tu eri con Gesù Nazareno»

Mc 16, 6:

“Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate. Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l’avevano messo»

Mt 2, 23:

“Ma udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione di Galilea, e venne ad abitare in una città chiamata Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti «Nazoreo sarà chiamato»

Mt 2, 69-71:

Pietro, intanto, stava seduto fuori nel cortile e una serva gli si avvicinò, dicendo: «Anche tu era con Gesù il Galileo». Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: «Non so che cosa dici». Come fu uscito nell’atrio, un’altra lo vide e disse a coloro che erano là: «Anche costui era con Gesù il Nazoreo»

Gv 18, 5:

“Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadere, uscì e chiese loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù il Nazareno!». Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro

Gv 18, 7:

Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno»

Gv 19, 19:

“Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo. Pilato fece pure un’iscrizione e la pose sulla croce. V’era scritto: gesù il nazoreo, il re dei giudei

Act 2, 22:

«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole! Gesù il Nazoreo, uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben sapete»

Act 3, 6:

Ma Pietro disse: «Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazoreo, cammina!»

Act 4, 10:

“«Capi del popolo e anziani, se oggi siamo esaminati a proposito di un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com’è che quest’uomo è stato guarito, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazoreo, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest’uomo compare guarito, in presenza vostra»

Act 6, 14:

Infatti lo abbiamo udito affermare che quel Nazoreo, Gesù, distruggerà questo luogo e cambierà gli usi che Mosè ci ha tramandati

Act 22, 8:

“Caddi a terra e udii una voce che mi disse: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» Io risposi: «Chi sei, Signore?» Ed egli mi disse: «Io sono Gesù il Nazoreo, che tu perseguiti»

Act 26, 9:

Quanto a me, in verità pensai di dover lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazoreo

Lc 4, 34:

“Or nella sinagoga si trovava un uomo che aveva uno spirito di demonio impuro, il quale gridò a gran voce: «Ahi! Che c’è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!»

Lc 24, 19:

“Uno dei due che si chiamava Cleopa, gli rispose: «Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?». Egli disse loro: «Quali?». Essi gli risposero: «Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo;»

Lc 18,37:

“Com’egli [Gesù] si avvicinava a Gerico, un cieco che sedeva presso la strada, mendicando, udì la folla che passava, e domandò che cosa fosse. Gli fecero sapere che passava Gesù il nazareno

Mt 21,11:

“Quando Gesù fu entrato in Gerusalemme, tutta la città fu scossa, e si diceva: «Chi è costui?» E le folle dicevano: «Questi è Gesù, il profeta che viene da Nazareth di Galilea »

Gv 1,45:

“Filippo era di Betsaida, della città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe». Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?». Filippo gli rispose: «Vieni a vedere».

At 10,38:

“Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea , incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni: vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret …

Dal punto di vista filologico la regolare derivazione dall’ebraico Nasrath o Nasrah (col significato originario di “guardiana”, “custodiente”) è chiaramente indicato dalla sua posizione alta rispetto alla pianura orientale. In greco Nazaraq( t ) o Nazareq, sarebbe Nazarjnév, Nazareno, che invece è la forma meno impiegata. La forma Nazoreo, Nazwra²ov sembrerebbe derivata da un nome come Nasõr(ath) : ora, può darsi benissimo che questo fosse il nome usuale di Nazareth nella pronunzia dei Galilei, i quali avevano un particolare idioma ben caratteristico ( Matteo 26,73 e Marco 14,70). Se poi la forma Nazoreo prevalse su quella più regolare di Nazareno, ciò forse avvenne sotto l’influenza di appellativi analoghi dati ai seguaci di varie correnti dottrinali giudaiche, dal momento che i seguaci di Gesù formavano anch’essi una di queste correnti ( Atti 24,5): anche per gli Esseni si ha la doppia forma appellativa di HEssa²oi e di HEsseno°, per gli Erodiani hJrwde²oi ed hJrwdiano°, mentre più tardi si avranno le forme fisse di Amoreo , Saboreo , analoghe a Nazoreo . Vi è dunque scarsezza di dati per risolvere la questione filologica in maniera definitiva. Si può però provare a riproporre una teoria in voga negli anni ’50 del secolo scorso.

Nell’Antico Testamento non è facile trovare elementi di somiglianza o assonanza verbale soprattutto per nomi di persona o di luogo (come nei casi di Abramo, Genesi 17,5; Mosè, Esodo 2, 10; Babilonia, Genesi 11, 9; Ghilgal, Giosuè 5, 9; ecc.). Prendiamo dunque proprio una frase dell’AT, quella di Isaia 11, 1 ove del futuro Messia si dice:

Uscirà un virgulto dal tronco di Isai (Jesse, padre di David) , e un germoglio dalle sue radici fiorirà

Germoglio in ebraico è neser : Matteo, uomo colto che certamente conosceva le Scritture, vi può aver visto un richiamo verbale al nome di Nazareth, tanto più che anche la tradizione rabbinica riferiva al futuro Messia il passo di Isaia. Può darsi anche, almeno in maniera concomitante e secondaria, si sia pensato allo stato del nazir , cioè di colui che era «nazireo» per consacrazione della sua persona a Dio; è vero che in ebraico nazir è scritto probabilmente con una lettera differente (N Z R) da quelle di Nazareth (N S R), ma per questi riavvicinamenti onomastico-simbolici bastava una certa corrispondenza empirica o assonanza, come era bastata in casi simili dell’Antico Testamento (Genesi 11, 9; 17, 5; Esodo 2, 10): e forse più distintamente si è visto un simbolo prefigurativo del Messia in Sansone, salvatore del suo popolo e chiamato “nazir” di Dio fin dalla fanciullezza, come si legge nel libro dei Giudici 13, 5 che appartiene appunto ai “profeti anteriori” della Bibbia ebraica.

Questa interpretazione viene oggi tuttavia sostanzialmente rifiutata, se non rigettata: neser non è un nome che sarà dato al Messia nei profeti posteriori, laddove infatti germoglio viene reso semah, facendo cadere un possibile riallacciamento a Nazar™q, Nazwra²ov.

In ogni caso, predicare ancora oggi che Nazaret venne fondata al più presto nel II secolo d.C. è fuor di senno. Dicono i Vangeli:

Mc 1, 9:

In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano

Lc 1,26:

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret

Lc 4, 16:

Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga.

È assolutamente impensabile che ben quattro scrittori prendessero come punto di riferimento una città inesistente: proprio perché è certo che ognuno avesse letto i Vangeli dell’altro (almeno per quanto riguarda i tre sinottici, quelli di Marco, Matteo e Luca), sarebbe stato ben facile poter correggere le inesattezze altrui, soprattutto in rapporto al fatto che era il popolo il diretto destinatario. Inoltre, chiunque avesse nel II o III secolo copiato gli scritti non avrebbe avuto alcun impedimento a correggere un errore così madornale, se c’era, come è riscontrabile in diversi altri passi dei vari Vangeli. La necessaria ipotesi sussidiaria che il nome della città, o essa stessa, sia stato inventato in età protocristiana si riduce da sé all’assurdo, solo pensando ai salti mortali che Matteo e Luca devono fare per far combinare l’origine nazarena di Gesù con la nascita in Betlehem.

Eludere tutte queste obiezioni credo sia onestamente estremamente difficile e scientificamente inaccettabile. Per non parlare ovviamente delle evidenze archeologiche, quelle cioè che rimangono visibili sul terreno. Affrontiamo dunque il discorso archeologico: la vastità dell’argomento suggerisce una divisione in più pagine:

Le fonti letterarie
Le fonti iconografiche
Gli scavi
Il Santuario dell’Annunciazione
Altre antichità del villaggio

Al termine di questo lungo excursus storico-archeologico-letterario sulla città di Nazareth possiamo avviarci alla conclusione. Distinguere un piccolo insediamento, magari a carattere di villaggio, è cosa ben diversa dal negarne l’esistenza!!! Che fosse un villaggio abbastanza povero e storicamente irrilevante ci viene confermato non solo dalla sua assenza nell’Antico Testamento, in Flavio Giuseppe e nel Talmud (il che non ne nega l’esistenza: nella letteratura storica esistono milioni di siti sconosciuti alle scritture che pure sono lì in tutta la loro maestosità) ma anche nel disprezzo che emerge dagli stessi Vangeli: dice infatti Giovanni 1, 46:

Può forse venir qualcosa di buono da Nazareth?

Perché gli storici ufficiali avrebbero dovuto ricordare o solo menzionare una città composta di poche capanne, sostanzialmente improduttiva, con numerose grotte essenzialmente adibite a depositi di vettovaglie, il cui unico motivo di richiamo era probabilmente una fonte d’acqua per le greggi? La risposta, pura e semplice, è solo una: “Non ne avevano alcun motivo”…

Alla fine di tutto, faccio mia la conclusione alla quale giunge H.H. Schaeder, grande studioso di lessico biblico e collaboratore alla realizzazione di quel fondamentale strumento per lo studio della Bibbia in greco che è il “Grande Lessico del Nuovo Testamento” (vers. or. in tedesco): «L’opinione che Nazwra²ov renda l’aramaico nasraja e derivi dal nome aramaico di Nazaret, nasrat , è inoppugnabile sia linguisticamente che sostanzialmente; né l’autodesignazione dei Mandei ( nas o raje , che risale piuttosto al nome siriaco dei cristiani) né il nome di una presunta setta precristiana di Nasara²oi è in grado di fornire con sicurezza un altro e più originario significato di Nazwra²ov».

 http://www.cristianesimo.altervista.org/archeologia/nazaret.htm

Nazareth: la città dove visse Gesù. Ma è esistita veramente?ultima modifica: 2016-03-03T02:10:20+01:00da antiblasfemia
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