29/12/2011
Scoperta la tomba dell'apostolo Filippo
Scoperta la tomba dell'apostolo Filippo

Il ritrovamento, annunciato dalle agenzie turche, è avvenuto nel sito di Hierapolis (l'odierna Pamukkale), da tempo inserito nella lista tra i luoghi Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco: non però sulla collina dove da tempo si concentravano gli scavi, ma tra le rovine di una chiesa riportata alla luce appena un mese fa. Proprio qui Filippo (uno degli apostoli di Gesù che aveva a lungo predicato in Grecia, Siria, Frigia) sarebbe stato martirizzato nell'anno 80 come confermerebbe anche l'esistenza di un "martyrion" eretto nel luogo dove Filippo sarebbe stato ucciso (secondo alcune fonti a testa in giù).
«La tomba non è stata ancora aperta - ha dichiarato D'Andria, da anni impegnato con il suo team proprio nella ricerca della sepoltura dell'apostolo - ma certamente lo sarà molto presto, anche perché si tratta di una scoperta davvero importantissima non soltanto per gli studiosi, ma per tutto il mondo cristiano».
di: Stefano Bucci
da: Il Corriere della Sera
data: 28 luglio 2011
(nella foto di Georges Jansoone: Hierapolis, Porta sud)
San Filippo apostolo (Betsaida, circa 5 – Hierapolis, 80) è menzionato nei Vangeli come uno dei Dodici apostoli di Gesù Cristo: indicato al quinto posto nell'elenco degli Apostoli dei Vangeli sinottici[1]. Non va confuso con il diacono Filippo che evangelizzò la Samaria secondo la narrazione riportata negli Atti degli apostoli.
Nel Nuovo Testamento
Filippo viene solo citato nei Vangeli sinottici come uno dei Dodici.
Nel vangelo di Giovanni troviamo invece alcuni episodi in cui Filippo è protagonista:
- inizia la sua missione annunciando il Messia a Natanaele:
| « Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: «Seguimi». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret». Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». » (Giovanni 1,43-46) |
- viene richiamato all'attenzione da Cristo sui pani da procurare alla folla prima del miracolo della moltiplicazione dei pani:
| « Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». » (Giovanni 6,5-7) |
- dopo l'ingresso a Gerusalemme, presenta dei proseliti greci a Gesù:
| « Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa, c'erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. » (Giovanni 12,20-22) |
- infine, prima dell'Ultima cena, avendo chiesto a Gesù di mostrare a loro il Padre e basta, riceve questa risposta con tono di rimprovero:
| « da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre... » (Giovanni 14,8-9) |
La tradizione
La sua morte è avvenuta, secondo la tradizione, a Hierapolis[2], ma esistono più versioni sulle modalità della morte: secondo alcuni crocifisso, secondo altri invece in tarda età e per cause naturali.
Culto
È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella evangelica (commemorazione liturgica il 3 maggio), dalla Chiesa anglicana (1 maggio), dalla Chiesa ortodossa (14 novembre), dalla Chiesa copta il 18 novembre, dalla Chiesa armena il 17 novembre.
http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_apostolo
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Il Vangelo secondo Filippo è un vangelo gnostico, probabilmente di scuola valentiniana, scritto in lingua copta nella seconda metà del II secolo, probabilmente da un originale in lingua greca perduto. L'attribuzione pseudoepigrafa è a Filippo apostolo. Contiene alcuni detti di Gesù, e fa particolare attenzione agli insegnamenti sui sacramenti, cui aggiunge quello della "camera nuziale".
Andato perduto con l'estinguersi dello gnosticismo, non menzionato dai Padri della Chiesa, nel 1945 ne è stata ritrovato un manoscritto di trentacinque pagine databile al IV secolo tra i codici di Nag Hammâdi (codice II, trattato 3).
La sua importanza è legata al fatto che getta luce sui sacramenti di una corrente gnostica cristiana, in particolare su quello, peculiare, della camera nuziale. Il Vangelo secondo Filippo è particolarmente noto presso il pubblico in quanto citato dal romanziere Dan Brown nella sua popolare opera Il codice da Vinci (2003).
Composizione
La versione in lingua copta conservatasi in unica copia tra i Codici di Nag Hammadi è la traduzione di una versione originale in lingua greca. La datazione di questo manoscritto originale di trentacinque pagine può essere desunta dal tipo di teologia presente. Il Vangelo secondo Filippo contiene infatti riferimenti agli insegnamenti del teologo gnostico Valentino, attivo a Roma tra il 138 e il 158, ma il carattere di questi insegnamenti pare far riferimento ad una qualche evoluzione del pensiero dei valentiniani. La datazione più diffusa tra gli studiosi è quella del II secolo, ma è stata anche proposta la seconda metà del III secolo.[1]
Alcune considerazioni linguistiche fanno ricondurre la composizione del Vangelo secondo Filippo all'area siriana, probabilmente ad Edessa.[2]
Contenuto
Il Vangelo secondo Filippo è una collezione di materiale estratto da numerose fonti, per lo più non identificate. Si tratta principalmente di lettere filosofiche, sermoni, trattati, detti o aforismi, dialoghi commentati, esegesi biblica, affermazioni dogmatiche. Solo alcuni brani sono identificabili certamente come di scuola valentiniana, alcuni forse scritti dallo stesso Valentino, e probabilmente non appartengono tutti alla stessa scuola. Alcuni brani fanno riferimento ad etimologie della lingua siriaca, probabilmente opera di un teologo valentiniano operante ad Edessa.[3] Gli estratti sono presentati al di fuori del loro contesto, cosa che ne rende difficile la comprensione, e non seguono un'organizzazione evidente, ma si susseguono senza ordine, talvolta con salti notevoli, talvolta evidenziando un raggruppamento basato su di un concetto ricorrente, come quello di morte in 52,2-21.[4] Una concezione di fondo è la distinzione tra conoscenza esoterica, riservata agli iniziati gnostici, chiamati "gentili", e la conoscenza essoterica, posseduta dai cristiani non iniziati, detti "ebrei", i quali sbagliano nel considerare alcune dottrine, come la nascita virginale e la risurrezione di Gesù come eventi storici invece di allegorie.[5]
Il Vangelo secondo Filippo include 17 detti di Gesù, di cui nove[6] sono citazioni o commenti di detti riportati dai vangeli canonici e otto sono invece agrapha.[7] Sono riportati anche alcuni racconti sulla vita di Gesù: come sia apparso molto grande ai suoi apostoli durante un'apparizione su di una montagna,[8] come avesse tre compagne di nome Maria,[9] tra cui Maria Maddalena, che gode di un rapporto privilegiato, come Giuseppe avesse costruito la croce su cui poi Gesù fu crocifisso.[10][4]
L'opera sembra avere la forma e la finalità delle catechesi "ortodosse" del II/IV secolo, con particolare enfasi sulla catechesi dei sacramenti. Fornisce una spiegazione del significato dei sacramenti iniziatici, interpreta i passi della Bibbia, fa uso di parabole e analogie.[2]
I sacramenti menzionati nell'opera sono il battesimo, il crisma, l'eucarestia, il riscatto e la camera nuziale. Il battesimo è per immersione, rappresenta l'iniziazione ai misteri gnostici e conferisce l'immortalità,[11] concessa anche mediante il crisma, l'unzione con olio, che ha tuttavia una importanza superiore al battesimo.[12] L'eucaristia si celebra mediante l'assunzione di pane e vino e ha il compito di far assaporare all'iniziato l'unione con il divino: mediante l'eucaristia lo gnostico diventa capace di ricevere l'"uomo perfetto",[13] prefigurare l'unione con la propria "immagine angelica" alla propria morte,[14], ricevendo al contempo la vita eterna e la perfezione.[15] Non sono forniti dettagli per il sacramento del "riscatto" o della "redenzione";[16] potrebbe trattarsi dell'ultimo rito prima dell'ascesa ai cieli del fedele.[4]
Enfasi particolare è data al sacramento della "camera nuziale", il più importante e l'unico peculiare dei valentiniani. Nel commento alla Genesi (2,21-23), si racconta che originariamente l'umanità era androgina; la separazione tra Eva e Adamo, con la conseguente differenziazione tra i sessi, è stata causa della decadenza umana, con l'ingresso della morte nel mondo. Lo scopo della venuta di Cristo è stato proprio la riunione tra maschio e femmina: così come marito e moglie si uniscono nella camera nuziale, allo stesso modo l'iniziato nella camera nuziale sacramentale (spirituale) riceve una anticipazione della sua unione con la sua controparte celeste.[17][2][4][18]
Altri concetti esposti includono la necessità di ottenere la risurrezione spirituale prima della morte fisica,[19][4] e il significato dei nomi di Gesù.[20][4]
Vangelo secondo Filippo e Codice da Vinci
Dan Brown nel suo Il codice da Vinci (2003) cita, modificandolo, un passo[21] del Vangelo secondo Filippo a sostegno della tesi centrale nella trama del romanzo relativa al presunto matrimonio tra Gesù e la Maddalena.
| « E la compagna del Salvatore è Maria Maddalena. Cristo la amava più di tutti gli altri discepoli e soleva spesso baciarla sulla bocca. Gli altri discepoli ne furono offesi ed espressero disapprovazione. Gli dissero: "Perché la ami più di tutti noi?" » | |
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(Dan Brown, Il codice da Vinci, 2003, p. 288)
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In realtà Dan Brown tralascia di riportare l'incipit del paragrafo:
| « La Sofia, che è chiamata sterile, è la madre degli angeli. E la compagna del Salvatore... » | |
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(Vangelo secondo Filippo, 55)
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La teologia gnostica prevede alcune divinità dette eoni, il cui numero varia a seconda delle varie religioni gnostiche (solitamente 9). Secondo gli gnostici due di questi eoni, Cristo e Sophia, corrispondenti rispettivamente al Figlio e allo Spirito Santo nella Trinità, si sono incarnati rispettivamente in Gesù e in Maria Maddalena, perpetuando sulla terra il loro legame celeste. Il passo non va dunque inteso come una prova storica del matrimonio tra Gesù e la Maddalena ma come una allegoria di una precisa visione teologica.[22] Inoltre, in questo stesso vangelo, il bacio sulla bocca è un segno rituale comune anche agli altri personaggi perché «il Logos viene da quel luogo, egli nutre dalla sua bocca e sarà perfetto. Il perfetto, infatti, concepisce e genera per mezzo di un bacio. È per questo che noi ci baciamo l'un l'altro. Noi siamo fecondi della grazia che è in ognuno di noi».[23]
Note
- ^ Hans-Martin Schenke, New Testament Apocrypha, vol. 1, pp. 182-183.
- ^ a b c Wesley W. Isenberg, "The Gospel of Philip", in Marvin W. Meyer, James McConkey Robinson, Coptic Gnostic Library Project, The Nag Hammadi Library in English, Brill Archive, 1977, ISBN 9004054340, p. 131.
- ^ Bentley Layton, The Gnostic Scriptures, p. 325.
- ^ a b c d e f Peel.
- ^ Bart Ehrman, Lost scriptures: books that did not make it into the New Testament, Oxford University Press US, 2003, ISBN 0195141822, p. 38.
- ^ Vangelo secondo Filippo, 55, 33-34; 57,3-5; 68,8-12; 68,26-27; 72,33-73,1; 77,18; 83,11-13; 84,7-9; 85,29-31.
- ^ Vangelo secondo Filippo, 55,37-56,3; 58,10-14; 59,25-27; 63,29-30; 64,2-9; 64,10-12; 67,30-35; 74,25-27.
- ^ 57,28-58,10.
- ^ 59,6-11.
- ^ 73,8-15.
- ^ 61,12-20; 65,25-30; 69,4-26; 73,1-7; 65,21-24; 77,7-14.
- ^ 73,15-19;
- ^ 75,14-21.
- ^ 58,10-14.
- ^ 57,3-8.
- ^ 52,35-53,13; 69,23-27; 85,21-31.
- ^ 68,22-24; 70,9-21; 76,6-16.
- ^ Kristen E. Kvam, Linda S. Schearing, Valarie H. Ziegler, Eve and Adam: Jewish, Christian, and Muslim readings on Genesis and gender, Indiana University Press, 1999, ISBN 0253212715, pp. 121-122.
- ^ 56,15-19; 56,26-57,21; 66,7-20; 73,1-7.
- ^ 54,5-15; 56,3-12; 62,6-15; 63,21-24.
- ^ In realtà la frase è una ricostruzione perché nel manoscritto ci sono degli spazi vuoti, evidenziati di seguito con delle parentesi: La compagna del ( ) Maria Maddalena ( ) più di ( ) discepoli ( ) baciarla ( ) sulla ( ). La parola usata per “compagna” nel testo copto del vangelo di Filippo è inoltre un prestito dall’originale greco koinônós. Questo termine non significa “sposa” o “amante”, bensì “compagna” ed è comunemente usata per indicare rapporti di amicizia e fratellanza.
- ^ Marcello Craveri, I Vangeli apocrifi, 1969, nota 3 a p. 521: «L'unione perfetta dei due eoni Soter/Sofia è il motivo del maggior affetto dimostrato da Gesù a Maria Maddalena».
- ^ Vangelo di Filippo, cap. 59, in I vangeli gnostici, a cura di Luigi Moraldi, Adelphi, Milano, 1995, pag.55.
Bibliografia
- (EN) Kirby, Peter. "Gospel of Philip." Early Christian Writings. 2006. 2 febbraio 2006. <http://www.earlychristianwritings.com/gospelphilip.html>.
- (EN) Lee Turner, Martha. The Gospel according to Philip: the sources and coherence of an early Christian collection. BRILL. 1996. ISBN 9004104437.
- (EN) Peel, Malcom L., "Philip, Gospel of", in Mills, Watson E. e Roger Aubrey Bullard, Mercer dictionary of the Bible, Mercer University Press, 1998, ISBN 0865543739, p. 683.
00:50 Scritto da: antiblasfemia in blog life | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: apostolo, filippo, tomba | OKNOtizie |
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