09/01/2008
LA LAPIDE DI PILATO
Cesarea Marittima, 1961: una équipe archeologica italiana porta alla
luce il "tiberium" di Pilato.
E' la prova dell'esistenza del governatore che condannò Gesù. Un altro
tassello a favore della veridicità dei Vangeli.
Sembra esagerato, ma la critica degli ultimi secoli non ha risparmiato
neppure il governatore della Giudea ai tempi di Gesù, e molti
sedicenti "storici" hanno concluso che Ponzio Pilato non è mai
esistito ma è stato solo un'invenzione, tra le tante, degli
evangelisti. Vedremo, nel corso di questo articolo, come il veritiero
piccone dell'archeologia abbia smantellato queste ennesime incredulità
sulla storicità dei vangeli.
Eppure, al di là di eventuali scoperte archeologiche, questi illustri
"studiosi" non sapevano che esistono anche scrittori non cristiani che
parlano di Ponzio Pilato? Certamente che ne erano al corrente, ma
liquidavano il tutto con la solita battuta risolutiva: "si tratta di
aggiunte e interpolazioni di autori cristiani al fine di ottenere dei
falsi e dare delle basi storiche alla figura di Ponzio Pilato".
In effetti, del governatore Ponzio Pilato che avrebbe governato la
Giudea dal 26 al 36 d.C., fino a qualche anno fa non esisteva traccia
archeologica. Gli unici documenti storici che ne parlavano erano
Tacito, Filone Alessandrino, Giuseppe Flavio, che però da alcuni erano
tenuti in poca considerazione perché la critica moderna li tacciava di
interpolazione circa quello che riguardava la vicenda di Gesù di
Nazaret e qualsiasi elemento ad esso collegato, compreso, quindi,
l'oscuro Pilato.
A dir la verità, la maggior parte degli storici seri dava invece
credibilità a ciò che queste fonti extra-evangeliche riferivano circa
Ponzio Pilato e se non era saltata fuori qualche antica lapide con
un'iscrizione che si riferiva a lui era perché di certo non era stato
un buon governatore da ricordare... o magari non si era ancora "scavato"
bene!
Filone Alessandrino (+42/50 d.C) scrive fra l'altro, riferendosi alle
efferatezze di Pilato: <<A questo riguardo si potrebbe parlare della
sua corruttibiità, della sua violenza, dei suoi furti, maltrattamenti,
offese, delle esecuzioni capitali da lui decise senza processo, nonché
della sua ferocia incessante e insopportabile>> (LegGai 302).
Tacito, negli Annales, riferendosi ai cristiani accusati da Nerone di
aver incendiato Roma, scrive <<Origine di questo nome era Cristo, il
quale sotto l'impero di Tiberio era stato condannato al supplizio dal
procuratore Ponzio Pilato; e, momentaneamente sopita, questa esiziale
superstizione di nuovo si diffondeva, non solo per la Giudea, focolare
di quel morbo... >>
Giuseppe Flavio: A quel tempo apparve Gesù, un uomo saggio. Fu autore
di molti fatti sorprendenti, maestro che insegnava alla persone che
amano la verità, molti tanto giudei come greci lo seguirono. Alcuni
dei nostri uomini più importanti lo accusarono davanti a Pilato, e lui
lo condannò alla crocifissione. Molti di quelli che lo avevano amato,
continuarono a farlo, fino ad oggi il gruppo dei cristiani, che a lui
devono il loro nome, non è scomparso.
Bene... ma se gli storici antichi potevano essere sospettati (a torto,
come vedremo) dagli scettici di interpolazione ad opera di qualche
falsario cristiano, ci pensò una scoperta archeologica a mettere a
tacere ogni dubbio sull'esistenza storica di Ponzio Pilato.
Parliamo del ritrovamento nel 1961 di una lapide ad opera dell'équipe
italiana dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere di Milano guidata
da Antonio Frova, nel teatro da Cesarea Marittima. Tale lapide,
riporta l'unica iscrizione ritrovata che nomina Ponzio Pilato.
Questa lastra Pilato l'aveva posta in un tempio o in monumento che
egli aveva eretto in onore di Tiberio. Come mai fu ritrovata nel
teatro di Cesarea? Evidentemente, in dei lavori successivi di
ricostruzione e ampliamento del teatro ideato da Erode il Grande,
alcuni operai presero questa bella lastra che si trovava in qualche
luogo di Cesarea e la posero in cima ad una rampa di scalini. Per
incastonarla con le altre pietre della scalinata le diedero qualche
martellata per diminuire il suo spessore. Così facendo, però, ne
asportarono una parte e distrussero qualche lettera incisa sulla
pietra di quella vecchia lapide.
Si tratta di un blocco di calcare di 82 cm, largo 68 e spesso 20 cm.
Su metà del lato destro si vedono incise quattro righe di scrittura in
latino, e che rimangono ben leggibili tutt'oggi, nonostante sono state
calpestate dagli antichi spettatori dell'anfiteatro.
Ecco cosa riportano le scritte:
Prima riga: S TIBERIÉUM
Seconda riga: TIUS PILATUS
Terza riga: ECTUS IUDA E
Non era difficile completare la seconda e la terza riga, che erano
certamente:
Seconda riga: [PON]TIUS PILATUS
Terza riga: [PRAEF]ECTUS IUDA[EA]E
Scrive Vittorio Messori, commentando questo ritrovamento:
<< "Le incertezze su alcuni particolari dell'interpretazione -
ricorda Jean-Pierre Lemonon - non devono farci dimenticare il triplo
interesse di questa iscrizione per la conoscenza di Pilato: essa,
infatti, attesta il suo governo, il suo titolo ufficiale
nell'amministrazione dell'impero e la sua devozione all'imperatore,
almeno nell'aspetto ufficiale". Lo straordinario reperto è conservato
ora nel Museo d'Israele, a Gerusalemme, ma le autorità ebraiche, in
segno di riconoscenza agli archeologi italiani, consegnarono loro una
copia perfetta e in grandezza naturale che è possibile ammirare
(magari meditandoci sopra: cosa che, per quanto importa, chi scrive
qui non manca di tanto in tanto di compiere, passando da quelle parti)
al Museo archeologico del Comune di Milano, nel centralissimo corso
Magenta>> (V. Messori, Patì sotto Ponzio Pilato, SEI, Torino 1992,
pag. 94).
Links d'interesse
Archeology Israel Today
I luoghi della Bibbia
Biblical Archeology Society
The Aramaic Bible Research Directory
Israele.net
The Israel Museum Jerusalem
Antichi rotoli del Mar Morto
École biblique et archéologique de Jérusalem
copyright Giusepe Spinella
00:58 Scritto da: antiblasfemia | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: gesù, storia | OKNOtizie |
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